JAZZ BLUES ROCK LA MUSICA DI MAURIZIO

Il re solo. Trionfo e tragedia di Michael Jackson.

 

 

 

 

Michael Jackson e' stato la piu' grande Star del 20 secolo. Un bambino prodigio trasformato in Re del Pop e alla fine in un Freak. La sua morte e' la fine di una tragedia.

E ora che cosa rimane? Questo. Pezzi come Billy Jean per esempio, che per piu' di 4 minuti battono sempre su 2 note con un ritmo sempre a seguire.....the kid is not my son.....Billy Jean,scrivono i critici,sono 5 minuti da esaurimento nervoso. Cosi almeno si diceva allora.

Forse molti non la conoscono ma e' stata definita una delle piu' belle canzoni della storia del Pop,canzoni che gli ha portato ad avere il premio nei MTV,cosa mai successa prima per un artista di colore,canzone che si puo' ora sentire solo in qualche Oldiesradio oppure nelle palestre,tra un'ora di fitness e l'altra, combattendo contro la paura di invecchiare che e' stata anche la paura melanconica di Michael Jackson.

Adesso l'uomo che non voleva invecchiare e' morto,all'ora di pranzo,giovedì scorso, a Los Angeles.

Non sono mai stato un Fan di Michael Jackson e non lo saro' mai, bisogna dare atto pero' che la sua fama ha raggiunto livelli mondiali per lungo tempo e ha dimostrazione del fatto ci sono,dopo un'ora dalla sua morte, le manifestazioni di cordoglio davanti alla sua casa e davanti all'osprdale dove e stato portato e dove e deceduto.

Pochi minuti dal suo decesso la notizia correva gia' in rete provocandone quasi il collasso,Google segnalava in continuazione Error,Twitter non piu' raggiungibile,gli elicotteri dei maggiori Network volavano sopra l'ospedale come avvoltoi,masse di reporter lottavano per avere un posto migliore alla caccia di foto, programmi televisivi cominciavano dirette Nonstop che continuavano anche il giorno dopo la sua morte, non avrebbe potuto esistere posto migliore al mondo per mettere in scena un evento del genere,Los Angeles. Michael Jackson  moriva cosi' come era vissuto,al centro dell'attenzione, seguito da un mondo che ormai vedeva in lui solo la follia di un Clown,da un mondo che ormai lo ricordava solo come potenziale pedofilo,abbastanza per mettere in scena uno spettacolo di straordinario effetto.

Ma che cosa rimane veramente dopo la sua morte? Quando mori' Elvis Presley nel 77 lascio' in eredita il Rock'n'roll ai giovani,quando John Lennon fu ucciso, nell'88 rimase il ricordo di un artista intellettuale che ha dimostrato al mondo come anche il pop poteva cambiare il mondo e quando Kurt Cobain si infilo' la canna del fucile in bocca lascio in eredita' l'immagine di una gioventu' che non si rispecchiava piu' in certi valori.

Michael Jackson non era nessuna di queste Icone,lui era un solitario che viveva nel suo pianeta, l'unico Signore di un mondo abitato solo da lui,dentro la sua favola dalla quale il vero Michael Jackson non sarebbe mai piu' uscito.

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ART ENSEMBLE OF CHICAGO

 

 

 

 

1 Kommentar 28.6.09 14:43, kommentieren

Paolo Nutini - Sunny Side Up

1 Kommentar 28.6.09 14:01, kommentieren

Chickenfoot (joe satriani/chad smith/m.anthony/sammy hagar)

 

 

 

brani


1. 

Avenida revolucion  


2. 

Soap on a rope  


3. 

Sexy little thing  


4. 

Oh yeah  


5. 

Runnin' out  


6. 

Get it up  


7. 

Down the drain  


8. 

My kinda girl  


9. 

Learning to fall  


10. 

Turnin' left  


11. 

Future in the past  

 

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Enrico Rava - New york days (with s.bollani/m.turner/l.grenadier/paul motion)

 

 

 

 

 

 

brani


1. 

Lulù  


2. 

Improvisation i  


3. 

Outsider  


4. 

Certi angoli segreti  


5. 

Interiors  


6. 

Thank you  


7. 

Come again  


8. 

Count dracula  


9. 

Luna urbana  


10. 

Improvisation ii  


11. 

Lady orlando  


12. 

Blancasnow  

commenti

Rendez-vous transatlantico che mette in collaborazione alcuni tra i migliori rappresentanti del Jazz europeo e nordamericano per un progetto concretizzatosi nel febbraio scorso. Il ritorno di Rava a New York, dove negli anni '60 ha forgiato la sua identità che si aggiunge a quel tipico "lirismo" tutto italiano

 

 

 

1 Kommentar 27.6.09 10:15, kommentieren

Joe Lovano - Folk art

 

 

 

 

 

 

 

 

 

brani


1. 

Powerhouse  


2. 

Folk art  


3. 

Wild beauty  


4. 

Us five  


5. 

Song for judi  


6. 

Drum song  


7. 

Dibango  


8. 

Page  


9. 

Ettenro  

commenti

Folk Art è il 21st album di JOE LOVANO per Blue Note che debutta qui con gli Us Five, un ensemble dinamico e uno dei più eccitanti, giovani ed esubaranti collettivi che ci siano al momento sulla scena musicale jazz. Registrato a Novembre dopo una lunga settimana di prove al mitico Village Vanguard, questo CD presenta nove brani originali di Lovano che lo vedono protagonista al sax tenore e alto, al clarinetto e alle percussioni. Gli altri componenti sono: James Weidman al piano; la quotatissima contrabbassista Esperanza Spalding, Otis Brown III e Francisco Mela batteria e cimbali. Un album dinamico che esplora una vasta gamma di suoni, sensazioni e “colori” musicali, dai passaggi magici che trasformano i brani da quintetti a quartetti, trii, duetti, sfruttando al massimo le infinite possibilità ritmiche date dalla doppia batteria.

 

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Clarke Stanley Trio - Jazz in the garden

 


 

 

 

 

 

 

 

brani


1. 

Paradigm shift (election day 2008)  


2. 

Sakura sakura  


3. 

Sicilian blue  


4. 

Take the coltrane  


5. 

3 wrong notes  


6. 

Someday my prince will come  


7. 

Isotope  


8. 

Bass folk song, no. 5&6  


9. 

Global tweak  


10. 

Solar  


11. 

Brain training  


12. 

Under the bridge  

commenti

Stanley Clarke è stato uno fra i bassisti elettrici più influenti per tutto il periodo jazz-rock e il bassista più imitato prima dell'avvento di Jaco Pastorius. Dotato di una grande tecnica, virtuosismo e versatilità, Clarke ha alle spalle una carriera lunga quasi quattro decadi. La svolta professionale avviene quando si unisce al gruppo "Return To Forever" guidato dal pianista Chick Corea. Lungo il suo percorso artistico riceve inoltre svariati riconoscimenti da parte del pubblico e della critica specializzata, spaziando in lungo e in largo attraverso il variegato universo jazzistico. Tuttavia gli rimaneva un capitolo da esplorare: la realizzazione, in trio, di un album di jazz acustico. L’elenco delle collaborazioni di Stanley Clarke in cui suona il basso acustico è lungo: Art Blakey, Dexter Gordon, Stan Getz, Joe Henderson e molti altri. Eppure Clarke non aveva mai realizzato prima d’ora un album di jazz acustico in trio a suo nome. Ecco allora “Jazz In The Garden” , l’album prodotto dalla Heads Up International, una divisione della Concord Music Group, che rappresenta l’approdo di questo affermato bassista a una nuova dimensione musicale. I musicisti che lo accompagnano in questa avventura sono la giovane, ma matura pianista Hiromi Uehara e il batterista Lenny White. Ciascuno di loro rappresenta una diversa prospettiva culturale e generazionale ma la loro flessibilità e versatilità permettono loro di creare un effetto superbo all’intero album. La sinergia che nasce da questi musicisti luminari crea uno dei migliori dischi di Stanley Clarke degli ultimi anni.


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